I contrasti tra Gazprom e l'Ucraina sui pagamenti pregressi potrebbero causare possibili problemi nelle forniture di gas all'Europa; lo ha annunciato il governo russo in una nota . Il ministro russo dell'energia, Seghei Shmatko, ha lanciato un appello all'Europa perché inviti l'Ucraina a rispettare i suoi impegni sul transito del gas.
Il ministro ha ribadito che, se Kiev (capitale dell’Ucraina) non rimborserà il suo debito per le forniture di gas, per un valore di oltre tre miliardi di dollari, la Russia
potrebbe avere problemi nell'erogazione di forniture di gas metano. I problemi non sarebbero solo per l'Ucraina ma per l'Europa stessa e potrebbero verificarsi già a partire dal prossimo primo gennaio. In effetti è difficile credere che l’Ucraina, a cui la Russia non vuole vendere gas se non viene saldato il debito, lasci transitare il gas per l’Europa quando ne ha bisogno essa stessa. Né d’altra parte l’Ucraina fa ancora parte dell’Unione Europea, per cui è possibile influenzarla. Evidentemente il problema del transito condizionato di combustibili nei gasdotti e oleodotti, se ogni Paese in cui passa si riserva il diritto di gestire il flusso in modo autonoma, rischia di rendere necessaria una molteplicità di collegamenti, tale che sia possibile aggirare i Paesi - ostacolo.
Poiché l’Italia è il Paese europeo maggiore importatore di combustibili fossili, è anche il più dipendente dall’esterno; questo rafforza, se mai ce ne fosse bisogno, coloro che chiedono al Governo di potenziare iniziative e ricerca per l’autoproduzione di energia.
Vi è ad esempio un progetto per sfruttare l’alta temperatura dei terreni profondi intorno al Vesuvio che è ancora a livello di ipotesi, quando al nostro Paese converrebbe che fosse attuato prima possibile.