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Inquinamento: ELETTROSMOG: SE LO CONOSCI, LO EVITI



Oggi e nel passato più recente, ci sono state moltissime polemiche intorno al problema dell’elettrosmog, innescate principalmente dalla querelle tra Radio Vaticana e il Governo, nella persona dell’allora Ministro dell’Ambiente Bordon, a proposito delle emissioni oltre il limite consentito dalla legge, causato dalle grandi antenne della centrale di S. Maria di Galeria.
Secondo i dati della campagna di monitoraggio ambientale del 27-28 aprile 2001, effettuata dal WWF Italia, nell’area di Radio Vaticana, all’interno del territorio dell’Olgiata, in particolare nelle zone più alte, sono stati rilevati valori superiori ai 6 volt/metro stabiliti dal D.M. 381/98.

Pur non esistendo ancora una conferma scientifica circa la correlazione fra esposizione ai campi magnetici ed insorgenza di tumori, come peraltro sottolineato dall’ex Ministro della Sanità, Prof. Veronesi, vanno comunque tenuti in seria considerazione i recenti dati dell'Osservatorio Epidemiologico del Lazio -Agenzia Sanitaria Pubblica – che do***entano otto casi di leucemia infantile concentrati nel raggio di 6 Km dalle antenne di radio Vaticana, registrando un incremento del 600% del pericolo di leucemia infantile nell'area di Cesano, Olgiata e Osteria Nuova.

Senza cedere a facili allarmismi, cerchiamo di fare chiarezza su alcuni punti fondamentali:

che cosa è l’inquinamento da campi elettromagnetici, quali sono i rischi per la salute scientificamente provati, quali sono i possibili rimedi per difendersi dalle emissioni.

I campi elettromagnetici vanno distinti in campi ad Alta Frequenza e campi a Bassa Frequenza.

Per quanto riguarda le alte frequenze (10KHz-300 GHz) le principali fonti dell’inquinamento sono: le installazioni di telefonia mobile, diffusione radio-TV, radar, satellitari, radio-amatori (CB), ponti radio.

Tra i rischi per la salute dovuti all’azione dei CEM a frequenza elevata (radiofrequenze e microonde) sono ben conosciuti gli effetti termici, originati dalla dissipazione in forma di calore dell’energia assorbita dai tessuti, in particolare le gonadi maschili (con riduzione della fertilità) e il cristallino, che può opacizzarsi. Inoltre studi specifici sugli effetti dei telefoni cellulari hanno evidenziato alterazioni del metabolismo, eccessiva produzione di radicali liberi, danneggiamento delle membrane cellulari, riduzione della produzione ormonale e dei livelli di calcio presenti nel cuore, nel cervello e nel sistema nervoso centrale.



Ma le insidie che provengono dall’elettrosmog non si fermano all’esterno della nostra casa, possono essere generate infatti anche dai comuni elettrodomestici e installazioni elettriche di cui siamo circondati: in questo caso parliamo di campi magnetici a bassa frequenza.

Le sorgenti tipiche dell’inquinamento alle basse frequenze sono gli impianti di produzione, trasporto e distribuzione dell’energia elettrica (elettrodotti, stazioni, cabine primarie, cabine secondarie di trasformazione), gli elettrodomestici comunemente utilizzati nell’ambito familiare (lavatrici, lavastoviglie, phon, televisori, videoregistratori etc.), da utensili e impiantistica industriale, videoterminali, apparecchiature mediche, etc.

I CEMBF (campi elettromagnetici a bassa frequenza), sono compresi tra 0-10 KHz, ad una frequenza di 50 Hz (in Europa); la loro unità di misura è il microTesla.

Gli effetti sulla salute riscontrati sono molteplici: riduzione dei livelli notturni della melatonina, riduzione della risposta immunitaria, variazioni delle funzioni ghiandolari, del sistema nervoso centrale, diminuzione dell’apprendimento.

Inoltre le indagini epidemiologiche hanno indicato un possibile aumento del rischio di leucemie e di tumori cerebrali su bambini residenti in abitazioni vicine ad installazioni elettriche, con esposizioni a livelli di induzione magnetica pari a 0,2-0,4 microTesla. Attualmente la legislazione nazionale (D.P.C.M. 22/4/1992) stabilisce il limite massimo di esposizione per l’intensità di campo magnetico in 100 microTesla.

I limiti indicati dalla legge sono quindi 500 volte superiori ai limiti cautelativi indicati dalle ricerche scientifiche.

Ecco alcune raccomandazioni per limitare l’esposizione ai campi a bassa frequenza (50 Hz):

 Prima di acquistare una abitazione verificare se in prossimità vi sono linee di alta tensione, cabine di trasformazione e misurare i campi elettromagnetici all’interno;

 Non dormire sotto una termocoperta elettrica in funzione, specialmente per le donne in gravidanza e per i bambini;

 Seguire le immagini televisive ad almeno un metro di distanza dallo schermo, prestando maggiore attenzione alle parti laterali e posteriori del televisore;

 Utilizzare il phon poco frequentemente, , tenendolo il più possibile lontano dal capo;

 Evitare che i bambini stazionino in prossimità di ferri da stiro, forni elettrici e vicino a lavastoviglie, tostapane , frullatori, tritatutto, macinacaffè, apriscatole, radioregistratori.



Tuttavia per abbattere in maniera significativa il campo elettrico in ambiente domestico possiamo agire in diversi modi:

 Installare un disgiuntore di rete (bioswitch);

 Staccare dalle prese elettriche gli strumenti non in uso;

 Non far passare cavi elettrici dietro la testata del letto e tenere ben distanti le prese elettriche ai lati del letto, oppure utilizzare dei cavi schermati e delle prese isolate con speciali vernici a base di grafite e collegate a terra, predisporre un impianto elettrico stellare o a spina di pesce anziché ad anello;

 Non posizionare il letto a ridosso di una parete che confini con un quadro elettrico o con apparecchi fissi nella stanza attigua che producano intensi campi (es. lavatrice, lavastoviglie, scaldabagno, etc.)



La minaccia non è solo lo smog cittadino, provocato dalle emissioni di gas di scarico e dagli impianti di riscaldamento e condizionamento, ma all’interno della nostra dimora possono penetrare anche altri tipi di inquinamento spesso sottovalutati, oltre all’elettrosmog, anche i gas naturali pericolosi, le sostanze chimiche nocive dovute ad alcuni materiali usati in edilizia.

Tutti noi abbiamo sicuramente a cuore i valori di salute e di benessere, e oggi è possibile rivolgersi a nuove figure professionali, che con sofisticate apparecchiature sono in grado di effettuare una vera e propria mappatura dei punti più a rischio di un appartamento e quindi utilizzare le nuove tecnologie per tutelare la qualità della vita e contribuire alla sicurezza del vostro habitat.


Arch. Tiziana Cioccarelli


Per saperne di più: e-mail: info.aurea@libero.it









Strumentazione: EMR20/30 EMR200/300 - Wandel & Golterman - certificato di omologazione - in dotazione agli istituti pubblici italiani (ASL, AMPA, ISPESL, ARPA).


Postato il Martedi, 15 di Maggio del 2007 (21:11:36)
da: aurea
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