"Ue rispetterà impegno 2,4 mld euro annui per paesi in sviluppo" Bruxelles, 26 mar. (Apcom) - Il Consiglio europeo di primavera,conclusosi oggi a Bruxelles, ha riconfermato senza sorprese leformule di rito sui negoziati internazionali sul clima, a cui bisognerà dare "nuovo impulso", si dice nelle conclusioni,"muovendo dall'accordo di Copenaghen". Unica novità del testo,rispetto alle bozze circolate alla vigilia, è l'inserimento di un paragrafo che ricorda gli obiettivi Ue per arrestare la perdita di biodiversità, così come avevano chiesto le associazioni ambientaliste e in particolare il Wwf.
Riguardo al clima, dopo aver ribadito l'obiettivo approvato dalla Conferenza di
Copenaghen di "mantenere l'aumento delle temperature su scala mondiale al di sotto dei 2°C, si perora un "approccio graduale da porre rapidamente in atto" per riprendere i negoziati verso "un accordo giuridico globale e completo", considerato come "unico modo efficace" per raggiungere quell'obiettivo.
Secondo le conclusioni del Consiglio europeo, le prossime riunioni di Bonn di maggio-giugno, a cui parteciperanno una quarantina di paesi, "dovrebbero fissare una tabella di marcia per il prosieguo dei negoziati", mentre la nuova Conferenza Onu sul clima di Cancun (Cop-16) "dovrebbe fornire almeno decisioni concrete che ancorino l'accordo di Copenaghen al processo negoziale delle Nazioni Unite e colmino le lacune rimanenti riguardo, fra l'altro, all'adattamento (al cambiamento climatico, ndr), silvicoltura, tecnologie e controllo (delle emissioni, ndr), rendicontazione e verifica (degli obiettivi di riduzione dei gas serra, ndr)".
L'Ue e gli Stati membri, si legge ancora nelle conclusioni "terranno fede all'impegno di versare annualmente 2,4 miliardi di euro per il periodo 2010-2012 a titolo di finanziamento rapido" per aiutare i paesi in via di sviluppo nella lotta al cambiamento climatico. Quest'impegno verrà attuato "insime con contributi di altri soggetti chiave".
Questa formulazione ha suscitato qualche inquietudine nel mondo ambientalista, perché sembra indicare una condizionalità dei finanziamenti europei (che verrebbero attivati a condizione che anche gli altri paesi industrializzati facciano lo stesso). La portavoce del commissario europeo al Clima, Connie Hedegaard, sentita da Apcom, ha però assicurato che non c'è alcuna condizionalità, e che vale l'impegno già preso dai ministri delle finanze dell'Ue, il 16 marzo, di presentare lo 'stato dell'arte' preliminare di questi impegni alla riuione di Bonn (31 maggio-11giugno).
Il nuovo paragrafo aggiunto nelle ultime ore recita: "C'è una necessità urgente di invertire le tendenze alla perdita di biodiversità e alla degradazione dell'ecosistema". Il Consiglio europeo, si legge ancora, "è impegnato nella visione di lungo termine per il 2050 in materia di biodiversità e nell'obiettivo 2020" fissati dalle conclusioni del Consiglio Ambiente del 15 marzo scorso.
L'obiettivo 2020 prevede che entro quell'anno sia "arrestata la perdita di biodiversità e la degradazione dei servizi forniti dall'ecosistema, e che questo ultimi siano restaurati, per quanto possibile. La 'visione' per il 2050 prevede che la biodiversità dell'Ue, e i servizi che fornisce l'ecosistema (ovvero il 'capitale naturale') siano "protetti, valorizzati e adeguatamente restaurati".