| Emergenza territorio - frane e dissesti minacciano la sicurezza dell'ambiente |
Commenti NON Abilitati per gli Anonimi, Clicca QUI per il login o la registrazione |
||
![]() | ||
| Registrati E' Gratis! | ||
| Ultime News: |
|
"Se non si mette mano alla salvaguardia del territorio con risorse adeguate - ha affermato il Presidente della regione Calabria - non si conteranno più le calamità a cui si dovrà fare fronte". In questa frase del politico calabrese si può racchiudere tutto il problema che sta coinvolgendo il sud Italia, in particolare Calabria e Sicilia. La salvaguardia dei territori, la conoscenza storica dei mutamenti geologici, delle frane, delle alluvioni, dei micro-macro sismi già avvenuti deve essere messo al primo posto quando si effettuano i piani urbanistici nuovi e riconsiderati, con studi scientifici, quelli in atto: non bisogna avere paura di effettuare operazioni di sgombero o di ridisegno di interi quartieri mal costruiti e che certamente nel corso del tempo porteranno a problemi gravi coinvolgenti l'intero vivere di comunità. Nel Messinese la storia non ha insegnato nulla, come a San Fratello, dove tutti hanno dimenticato che nel 1924 c´è stata una frana che ha sfiorato la parte ovest del paese e adesso su quella terra instabile c’è, ben piantato, un intero quartiere. A Nicosia hanno costruito un´intera strada, via Marcello Capra, sopra una frana del 1700. Risultato? Tutte le case che si affacciano in quest´area sono pericolanti, perché il terreno continua a muoversi. Non va meglio nella zona di Trapani: San Vito Lo Capo è costantemente a rischio perché la montagna che la sovrasta si sta sfaldando e mensilmente si registrano crolli di frammenti anche consistenti, di roccia. Sempre nel Palermitano, a Carini attualmente una frana di scivolamento interessa la periferia occidentale in contrada Fiume di Falco, mentre a Cinisi cede monte Pecoraro. «La verità è che in tutta la Sicilia ci sono delle potenziali Giampilieri, quello che occorre è un monitoraggio costante legato a uno studio approfondito della storia del territorio», questo è tra l'altro ben evidenziato anche dal Servizio idrogeologico nazionale della Protezione Civile. Basterebbe occuparsi di queste catastrofi naturali piuttosto che del Ponte sullo Stretto, spendere i soldi destinati a un'opera che al territorio (con gravi fragilità!) non serve per mettere in sicurezza interi paesi minacciati da frane e smottamenti. In quest’ottica, anche la decisione della giunta regionale calabrese di uscire dalla società Ponte sullo Stretto avviando le procedure di vendita delle azioni in possesso dalla Regione stessa è da salutare come un segnale di coinvolgimento maggiore sulle attenzioni che bisogna avere per i territori'. Ma non basta, noi di ambientevivo siamo da sempre impegnati in campagne di sensibilizzazione verso la cura del territorio, l’attenzione e la consapevolezza di un uso dell’ambiente che abbia come prima e assoluta priorità la sicurezza e la salvaguardia dell’uomo. La nuova sfida a cui dobbiamo tutti, politici, governanti, amministratori, associazioni e semplici cittadini fare fronte è il legame inscindibile che da sempre lega l’uomo all’ambiente. Salvaguardare l’ambiente corrisponde a salvaguardare l’uomo. Oggi più che in altre epoche è a rischio l’ambiente e con lui, “pericolosamente” anche l’uomo. Emilio Ardovino Postato il Lunedi, 8 di Marzo del 2010 (17:14:32) da: webmaster Valuta questo articolo ![]()
|
|