| Bush e le scarpe ambientaliste |
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Le scarpe lanciate contro il presidente Bush da un giornalista in segno di disprezzo sono diventate un'icona. Tutti le vogliono e adesso sono grandi affari per l'imprenditore turco che rivendica la paternità del modello usato dal reporter della tivù AlBagdadia: sostiene che si tratta delle "sue" e gli ordinativi, da tutto il mondo, fioccano. Certo è difficile provare che le scarpe fossero proprio quelle: le originali sono state distrutte dai servizi di sicurezza iracheni per timore che contenessero esplosivo. Ma l'imprenditore di Istanbul ne è sicuro, tanto da aver dichiarato al New York Times: "Non potevo non accorgermi che sono le mie scarpe".
In realtà altri produttori, dal Libano alla Cina, all'Iraq stesso, hanno avanzato la stessa pretesa. Fatto sta, però, che si è diffusa la voce che si trattasse proprio del modello disegnato dal turco e gli ordini si sono impennati. Una conseguenza prevedibile, se si pensa che, poche ore dopo l'accaduto, su internet circolavano già moltissime richieste per acquistare le scarpe-feticcio.
Sfruttando l'onda, il venditore si prepara anche a lanciare una campagna pubblicitaria in turco, inglese e arabo. Migliaia di manifesti con scritto: "Addio Bush, benvenuta democrazia". Intanto, giovedì scorso è iniziato un nuovo ciclo di produzione da 15mila paia. E un distributore britannico
ha proposto al calzaturificio turco di commercializzare i suoi modelli in Europa, con un primo ordinativo di 95 mila pezzi. Per non parlare dell'Iraq, dove le calzature turche sono contese da quattro distributori. Nel Paese mediorientale, d'altronde, erano apprezzate anche in precedenza: lo scorso anno ne sono state vendute migliaia di paia a 40 dollari l'uno. Non solo: anche negli USA fioccano le richieste e da lì è partito un ordine da 18mila paia. Segno che gli affari dell'imprenditore turco hanno superato ogni confine e vanno davvero a gonfie vele.
Forse gli abitanti di Europa e USA che vogliono comprare le scarpe dovrebbero farsi un giretto in Iraq per acquistare un po’ di realismo: non è acquistando un paio si scarpe che si fa qualcosa contro la politica di G.W.Bush, o che si fa qualcosa a favore dell’Iraq. L’unico effetto dell’azione del giornalista lancia-scarpe sarà di far arricchire un fabbricante di scarpe turco; e chi crede che comprare scarpe turche sia una azione politica è un illuso, oltre a essere abbastanza benestante da potersi permettere le scarpe alla moda, quindi è pienamente soggetto ai meccanismi della pubblicità, quindi è più Bushista di Bush, che ha sfruttato i media per promuovere la guerra in Iraq. E certamente non ha il buon senso necessario per essere un ambientalista intelligente. Il vero ambientalista compra scarpe che danneggino l'ambiente il meno possibile: vale a dire scarpe solide, più semplici possibile, e più durature possibile. Postato il Lunedi, 22 di Dicembre del 2008 (18:37:10) da: eudosso Valuta questo articolo
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