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News: Una tassa sulle transazioni finanziarie?



"Una tassa sulle transazioni finanziarie? Riequilibrare il peso della fiscalità e mantenere la coesione sociale"
 
di Stefania Schipani  
(Comitato scientifico “Ambientevivo”)

Si è tenuto a Roma il seminario "Una tassa sulle transazioni finanziarie? Riequilibrare il peso della fiscalità e mantenere la coesione sociale" organizzato da Econometica e Campagna 005.
L’incontro prende spunto dall’appello di 130 economisti promosso dalla Campagna Zerozerocinque che fa riferimento al position paper del Fondo Monetario Internazionale con cui si  richiede l’introduzione di una tassa dello 0,05% sul valore di ogni transazione finanziaria per far fronte ai danni provocati dalla terribile crisi finanziaria ed economica apertasi nel 2008.
Secondo i sostenitori  la tassa consentirebbe di reperire risorse per evitare il taglio della spesa in beni e servizi pubblici causato dalla crisi senza gravare ulteriormente sul carico fiscale dei singoli paesi attraverso una più equa ripartizione dei costi. Il gettito raccolto potrebbe finanziare le campagne internazionali di lotta alla povertà e gli interventi di lotta ai cambiamenti climatici e contrastare i danni provocati dalla finanza speculativa.
Ma la tassa sulle transazioni finanziarie può essere applicata senza creare distorsioni nel mercato dei capitali? Creerebbe davvero un incremento delle risorse disponibili? Quali sono i costi e i benefici ad essa connessi?
Su queste domande si sono interrogati nel corso del seminario economisti, parlamentari, banchieri ed esperti discutendo delle ragioni che sono pro e contro la tassa. Nonostante siano emerse posizioni favorevoli e contrarie alla tassa sulle transazioni finanziarie, su un punto si sono dichiarati concordi tutti i presenti: il meccanismo del capitalismo finanziario come finora strutturato ha manifestato tutte le sue potenziali pericolosità e contraddizioni attraverso la recente crisi globale. 

Il prof. Becchetti dell’Università di Tor Vergata di Roma ha definito le conseguenze del volume incontrollato della finanza globale come radioattiva con effetti tossici fortemente inquinanti che, come le radiazioni, si protrarranno nel tempo. Ha inoltre contraddetto tutte le principali critiche che vengono mosse all’applicazione di una tassa sulle transazioni finanziarie, cioè la necessità che venga applicata a livello internazionale, che possa favorire la contrazione della liquidità o l’aumento del costo di capitale, sottolineando invece i vantaggi che ne deriverebbero in termini di gettito complessivo (si stimano 200 miliardi di dollari potenziali) e in termini di contrasto alle conseguenze delle manovre speculative.
Anche secondo il prof. Tamborini dell'Università di Trento il meccanismo della finanza speculativa non funziona e la tassa sulle transazioni finanziarie potrebbe in parte correggere il meccanismo di determinazione del prezzo  contenendo il volume degli scambi ed evitando che le esternalità negative ricadano su parti terze estranee al meccanismo.
Massimo Mucchetti del Corriere della Sera ha richiamato l’attenzione sulla trasformazione del vecchio  capitalismo fordista, basato  sulla perfetta individuazione di capitale e lavoro, nel nuovo capitalismo finanziario in cui, anche al ruolo delle tecnologie, capitale e lavoro hanno assunto altre forme e in cui sono state colpite le istituzioni della democrazia. Inoltre pur non ritenendo che la Tobin Tax possa contenere gli squilibri del settore finanziario, ne ha sottolineato l’importante valenza politica.
Il prof. Messori , non si è dichiarato favorevole all’appello dei 130 economisti sulla tassa, ritenendo che, pur essendo utile ad una possibile raccolta delle risorse e presentando degli aspetti di equità e giustizia, non costituisce una soluzione. La peggiore conseguenza della crisi è stata quella degli aumenti del debito pubblico e del deficit causati dalla eccessiva volatilità e immaterialità del capitale finanziario che necessita soprattutto migliore regolamentazione del mercato su cui peraltro si sta già lavorando, pur in ritardo, a livello internazionale.
Il prof. Alessandro Vercelli dell'Università di Siena ha sottolineato soprattutto tre aspetti positivi della tassa sulle transazioni finanziarie in relazione alla finalità di gettito, all’equità distributiva, e al ruolo di correzione delle distorsioni del capitalismo finanziario. La tassa colpirebbe le transazioni speculative ad alta frequenza e consentirebbe di raccogliere risorse utili a supporto di famiglie e piccole e medie imprese. Ha aggiunto però che oltre all'introduzione di una tassa occorre applicare un controllo più rigido sui paradisi fiscali.
L’ex amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, osserva come questo tipo di tassa non sia in realtà risolutiva per contrastare l’eccesso di speculazione ma favorirebbe la reputazione delle banche.
Sergio Gatti, direttore di Federasse, si è dichiarato favorevole alla tassa sulle transazioni finanziarie purché colpisca soltanto le attività speculative e non le attività bancarie.
Nel nostro Parlamento è in corso, come ricordato dal deputato del Pd, Andrea Sarubbi, un'iniziativa parlamentare, la 3740, per l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, che potrebbe favorire la lotta alla povertà e gli obiettivi del millennio, firmata da altri 17 deputati, anche del Pdl e dell'Udc, ma il presidente del consiglio si è dichiarato sfavorevole  questo probabilmente ne ostacolerà il percorso.
Anche al Parlamento Europeo, come ricordato dall'eurodeputato di S&D, Leonardo Domenici, c’è una proposta di iniziativa parlamentare sulla finanza intelligente, approvato in Plenaria a Strasburgo l'8 marzo scorso, che è ancora piuttosto contrastata, ma l’iniziativa parlamentare obbliga la Commissione ad elaborare un regolamento o una direttiva.
Inoltre l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie sarebbe un segnale di  modernizzazione del sistema fiscale che ha ancora incide soltanto su lavoro e produzione di beni e servizi, come osservato da Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica ed Etica sgr,.
Anche l’ex ministro dell'Economia, Vincenzo Visco, si è dichiarato favorevole alla tassa sulle transazioni finanziarie, per contrastare lo strapotere della finanza particolarmente rischioso  e trovare risorse per finanziare l'economia reale.
Si può concludere con le parole del portavoce della Campagna 005, Andrea Baranes il quale ha osservato come "la tassa sulle transazioni finanziarie non sia di certo la panacea di tutti i mali del sistema finanziario, ma possa essere comunque un primo passo concerto e fattibile per andare verso la regolamentazione dei mercati finanziari, ampiamente annunciata e richiesta sin dallo scoppio della crisi, ma ancora non applicata. L'applicazione di una TTF su scala europea sarebbe inoltre un forte segnale politico di capacità di dare risposate a una società civile molto provata dalla crisi".

                  Stefania Schipani
(Comitato scientifico “Ambientevivo”)



Postato il Sabato, 14 di Maggio del 2011 (11:02:55)
da: webmaster
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