| RIFIUTI: CORTE UE CONDANNA ITALIA PER IL CASO CAMPANIA/ANSA |
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RESTANO CONGELATI 500 MLN FONDI UE; PER BERTOLASO TUTTO RISOLTO (di Isabella Pucci) (ANSA) - BRUXELLES, 4 MAR - Per il caso dei rifiuti in Campania, com'era facilmente pronosticabile, dopo il deferimento di Bruxelles, e' arrivata per l'Italia la condanna della Corte di giustizia europea del Lussemburgo. A tre anni di distanza, dopo il deferimento alla Corte del luglio 2008, i giudici hanno pronunciato una sentenza altrettanto dura, dando ragione alla Commissione: l'Italia ''non ha adottato tutte le misure necessarie allo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania'' e questa situazione ''ha messo in pericolo la salute umana e recato pregiudizio all'ambiente''. L'Italia e' quindi venuta meno agli obblighi che le incombono dalla direttiva comunitaria sui rifiuti. ''Ne' l'opposizione della popolazione, ne' gli inadempimenti contrattuali e neppure l'esistenza di attivita' criminali costituiscono casi di forza maggiore che possono giustificare la violazione degli obblighi derivanti dalla direttiva e la mancata realizzazione effettiva e nei tempi previsti degli impianti'', hanno sottolineato i giudici puntando il dito contro ''un deficit strutturale di impianti, cui non e' stato possibile rimediare''. La palla passa ora di nuovo all'eurogoverno, mentre restano congelati i fondi comunitari destinati al settore dei rifiuti in Campania, un blocco partito dopo l'avvio della procedura d'infrazione. In ballo ci sono circa 500 milioni di euro, secondo i calcoli della stessa regione. Ed anche su questo pende un procedimento giudiziario, in seguito ad un ricorso dell'Italia. Dopo il pronunciamento odierno dei giudici del Lussemburgo, la procedura prevede che ''la Commissione scriva allo Stato membro invitandolo ad inviare un piano su come intenda dare seguito alla sentenza della Corte'', ha spiegato all'Ansa Pia Bucella, direttrice alla dg Ambiente della Commissione, ribadendo ''tutto l'interesse di Bruxelles ad un ritorno della situazione alla normalita'''. L'Italia avrebbe comunque 24 mesi di tempo per conformarsi a quanto previsto dalla sentenza Ue di oggi, almeno stando alle indicazioni dettate dalla Commissione in una comunicazione di alcuni anni fa. Ma, secondo il sottosegretario e capo del Dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, ''tutto quello per cui l'Italia e' stata condannata, e' stato gia' risolto''. Per il segretario del Pd Pierluigi Bersani, invece, quello della Corte Ue e' un ammonimento valido per tutti su un problema che l'Italia non ha ancora risolto. (ANSA). Postato il Venerdi, 5 di Marzo del 2010 (14:01:50) da: webmaster Valuta questo articolo
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