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Cronaca: Terremoto d’Abruzzo: i miei ricordi!



E’ notte fonda il 6 aprile, non dormo bene, ho come strane sensazioni, mi sembra di sentire il cellulare sul comodino che vibra, forse sogno, sono agitato.
Alle 6.20 mi sveglio, ora ho sentito bene la vibrazione del cellulare, un messaggio in entrata.

Mi alzo svogliato, vado a vedere chi può scrivere un sms a quell’ora. Leggo ed ho un balzo, un sussulto corro alla televisione e accendo per vedere, per sentire le notizie: una mia studentessa dell’Aquila (insegno logistica degli interventi umanitari all’Università di Pisa), mi ha scritto che nella notte c’è stata una scossa fortissima nel Suo Abruzzo e lei non riesce ad avere notizie dei genitori, sa che mi occupo di Protezione Civile e si rivolge a me per chiedere aiuto, non come insegnante ma come operatore; le telefono subito, piange è sconvolta , mi racconta tutto quello che ha saputo e mi chiede quello che non sa.

Mi attivo immediatamente, la notizia mi ha scosso, la televisione comincia il valzer dei numeri (i morti, i feriti, gli sfollati!!), chiamo Genova, in regione: la Sala operativa è già attivata (e sono solo le sette!!), mi danno le prime istruzioni, mi metto in moto …. alle otto sono a Santo Stefano Magra, dove abbiamo il nostro centro di coordinamento provinciale, intanto per strada ho già preso contatti con i presidenti delle associazioni che fanno parte della colonna mobile regionale del volontariato.

Alle dieci ricevo la prima informazione da Genova: “tenersi pronti a partire per le due del pomeriggio!”, facciamo una rapida verifica di tutti i mezzi, cominciamo a caricare le tende sui camion (sono 52 e pesano tanto!!) intanto i volontari cominciano ad affluire in numero sempre più consistente: non c’è più bisogno nemmeno di chiamarli, arrivano da soli. Si parla poco, tutti sanno cosa fare a memoria, ci si guarda e si capisce al volo – non c’è bisogno di parole.

Alle due siamo pronti a partire ma arriva uno slittamento nell’orario (anche nella Sala operativa regionale attendono notizie precise da Roma), la partenza è rinviata alle otto di sera, occorrono venticinque volontari per provincia, ma alla fine saremo in trenta da Spezia .

Finalmente si parte, prima tappa autogrill di Sarzana, lì ci riuniamo con la colonna di automezzi delle altre tre provincie: siamo in tanti!! Centocinquanta! Abbiamo tanti mezzi e carrelli: novantasette!! In autostrada formiamo una colonna di circa due chilometri; la polizia stradale ci scorta fino a destino, con noi partono anche i forestali ed il 118 della Liguria.

La velocità è bassa, con quei mezzi che trainano le cucine si deve andare piano, troppo piano (40/50/60 km/h al massimo), per fare i cinquecento chilometri che ci separano dall’Abruzzo impieghiamo circa dodici ore, tutta la notte!! Ogni 250 km. Una sosta per fare i rifornimenti, sono veicoli speciali: consumano molto ed hanno un’autonomia limitata!

Non sappiamo ancora dove siamo diretti, i funzionari della regione che viaggiavano con noi all’altezza di Arezzo ci lasciano e vanno avanti per cercare di capire quale sarà la nostra destinazione: immaginiamo e sappiamo che il caos è totale (durante la guida ascoltiamo le notizie di Isoradio e ci rendiamo sempre più conto della tragedia in atto!).

Alle prime luci dell’alba siamo in terra d’Abruzzo, arriviamo all’Aquila alle otto, sono passate solo ventisei ore dalla scossa assassina, rimaniamo in attesa di destinazione, un’ora (un’attesa snervante, sono più di ventiquattrore che non dormiamo!! E vorremmo subito essere operativi!!).

Finalmente arriva l’ordine e la colonna si rimette in marcia, attraversiamo l’Aquila tremendamente colpita: vediamo case crollate, palazzi abbattuti, chiese senza più pareti e campanili con le statue dei santi che si vedono dall’esterno; lungo le strade ci sono solchi profondi: -  aspettiamo una verifica tecnica prima di poter percorrere una strada chiusa al traffico normale, la polizia stradale non ci abbandona nemmeno in questo momento.

Ora sappiamo il nome della nostra destinazione, è un piccolo paesino di montagna con due frazioni, a circa trenta km. Dall’Aquila: Tione degli Abruzzi.

 Il comune e le due frazioni sono state completamente evacuate (circa quattrocento persone hanno già passato la prima notte nelle macchine!!).

Arriviamo alle nove, i gruppi di Savona e Genova si fermano nella prima frazione che è lungo la strada: Santa Maria del Ponte, c’è un piccolo campo di calcio e cominciano subito a costruire la loro tendopoli.

Il gruppo di Imperia viene dirottato nell’ altra frazione: Goriano Valli, i volontari di Spezia arriva nel comune capoluogo: Tione.

Ci troviamo davanti tanta gente colta dalla disperazione ma al tempo stesso dai modi forti e dignitosi, come sa essere la gente d’Abruzzo.

Ci vengono incontro,intorno ma non ci chiedono niente!! Solo il Sindaco (con gli occhi cerchiati dalle lacrime!!) ci viene vicino e mi abbraccia!!.... non parliamo, gli chiedo banalmente dove posso cominciare a costruire il campo per le tende e lui mi risponde: “decidete Voi, per Noi va tutto bene”, e ci ringrazia ancora.

Non possiamo perdere altro tempo. Agli studenti insegno che per costruire una tendopoli bisogna avere determinate caratteristiche (superficie idonea, allacci acqua, fognature, illuminazione ecc.). Qui non esiste nulla di tutto ciò!!

Scelgo un campo che è in pendenza (è l’unica area disponibile!!) anche perché la popolazione non vuole allontanarsi dal paese e un paese di montagna, si sa, spesso è in salita!!.

Non ci sono allacci per l’acqua o per la fognatura ne illuminazione, ma i ragazzi del mio gruppo sono formidabili, riescono a fare miracoli!! Coinvolgiamo alcuni abitanti che hanno una ruspa ed una pala meccanica, si tracciano solchi, canalette, si stendono i primi cavi elettrici, le tubature per l’acqua e per le fognature, si montano i tendoni mensa e ricreativi, si posiziona la cucina e la sala radio.

Alla sera tutte le tende sono montate e riusciamo a dare il primo pasto caldo, cucinato nella nostra cucina, la luce è data dai generatori e i nostri bagni carrellati hanno persino l’acqua calda per la doccia!! E noi dopo 40 ore ininterrotte di guida e di lavoro, finalmente riusciamo a dormire un po’, accompagnati durante la notte dal dondolio delle scosse (almeno due di intensità 3,5 e 4 della scala Richter!)

Di giorno è caldo, ma la notte ci accorgiamo subito che è freddo …. Troppo freddo; le coperte non bastano, nei sacchi a pelo si gela! Bisogna fare qualcosa.

La mattina successiva, il funzionario regionale chiama il dirigente del Servizio a Genova e con un sorriso enorme ci comunica che la regione provvederà all’acquisto urgente di cento stufe per le tende, ovviamente sul posto non si trova più nulla!!; quando lo comunichiamo alla popolazione riusciamo a vedere la soddisfazione e la gioia sui loro volti segnati dalla sventura.

La sera del giorno successivo, dopo varie peripezie per procurare centinaia di metri di filo elettrico a norma (lo faccio arrivare dalla Spezia e da Genova a bobine intere tramite staffette di volontari), finalmente riusciamo a dare calore e luce ad ogni tenda – la fatica più grossa è fatta!.

Da quel sette aprile, giorno del nostro arrivo a Tione degli Abruzzi, ogni settimana dodici volontari della provincia della Spezia, unitamente alle altre provincie liguri, si avvicendano nella gestione dei tre campi.

La mia studentessa, Martina ha perso la sua casa all’Aquila, ma i genitori ed il fratello sono vivi!! Alcuni suoi amici, purtroppo non sono stati altrettanto fortunati …..sono rimasti sotto le macerie della “casa dello studente”!!

 Ora vive in una tendopoli e viene tutte le settimane a Pisa per due giorni, a seguire le mie lezioni ……. perché la vita, come Lei dice: “…..non può fermarsi e deve continuare!!”.

 
                                               Emilio Ardovino

Referente Regione Liguria, Volontariato Protezione Civile, Provincia della Spezia

Oggi è l’otto maggio, già più di un mese è passato ed io sono di nuovo in partenza.

L’impegno andrà avanti per mesi, ho già programmato il mio prossimo turno di giugno.

Non possiamo lasciarli soli, soprattutto quando “mediaticamente” la notizia non farà più Notizia!!

...E l’attenzione comincerà inesorabilmente a calare.



Postato il Martedi, 26 di Maggio del 2009 (23:02:11)
da: emilio
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