| Ampliare casa? Basta la perizia! |
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Ampliare fino al 20% la cubatura degli edifici abitativi, fino al 30% nel caso di abbattimento e ricostruzione di edifici costruiti prima del 1989; e fino al 35% nel caso il nuovo edificio sia ricostruito con le regole della bioedilizia e del risparmio energetico. E in più sgravi fiscali per chi si accolla queste spese di ristrutturazione. Sono questi i punti salienti del piano per l’edilizia che il premier Silvio Berlusconi sta mettendo a punto per mettere un turbo all’economia.
È questo a cui il premier sta lavorando in questi giorni ad un piano per la riforma del settore edilizio. Si tratta in realtà di due provvedimenti legislativi: una bozza di progetto di legge da rimandare all’approvazione delle Regioni, e un secondo provvedimento una sorta di provvedimento quadro, da varare in Consiglio dei ministri, che snellisca le procedure e modifichi il rapporto fra imprese, cittadini e pubblica amministrazione in tema di costruzioni.
Nel dettaglio il progetto di legge regionale, oltre alla possibilità di ampliare le strutture esistenti concede uno sconto del 20% in generale e del 60% se si tratta di prima abitazione per i contributi di costruzione. Invece la nuova legge nazionale, a cura del consiglio dei ministri già la prossima settimana, accanto ad un criterio di “concertazione preventiva” per ogni procedura di natura edilizia prevede la sostituzione del permesso a costruire con una certificazione di conformità, da rendere con perizia giurata, da parte di un tecnico.
In altri termini un architetto o un ingegnere, su incarico del privato, e assumendosi le responsabilità (anche penali) della dichiarazione, si sostituisce di fatto agli attuali uffici comunali di edilizia.
"Il lupo perde il pelo ma non il vizio”. L’attuale presidente del Consiglio, dopo aver varato in passato due condoni edilizi generalizzati (1994 e 2003), che hanno sanato milioni di metri cubi abusivi e alimentato l’illegalità, si accinge ora a mettere in campo una totale deregulation edilizia: per avere diritto a costruire basterebbe autocertificarsi il progetto, e ognuno potrebbe liberamente decidere di aumentare la cubatura di abitazioni, alberghi, seconde case, ecc...
L’irresponsabilità del governo Berlusconi non ha limiti. L’edilizia è in difficoltà e questo è certamente un problema grave, ma la via per risollevarla non può essere aprire una nuova stagione di cementificazione selvaggia e incontrollata del territorio.
Piuttosto il governo, trovi le risorse per avviare subito un programma straordinario di manutenzione del patrimonio edilizio e delle infrastrutture, che porterebbe lavoro immediato e renderebbe soprattutto le città, le strade, le ferrovie più moderne e sicure. Non dimentichiamo le “morti bianche” dei lavoratori nei cantieri edili. Questo “imput incontrollato ed incontrollabile” di intervenire abbagliati dalla possibilità di ampliare senza limiti potrebbe innescare una spirale vorticosa di lavori non sempre “consapevoli e virtuosi” che in alcuni casi potrebbe creare gravi situazioni di rischio.
Noi siamo sicuri della “deontologia professionale” dei tecnici chiamati a “periziare” gli interventi. Ma qualche piccolo dubbio è legittimo che si sollevi…. pur di lavorare….Postato il Giovedi, 12 di Marzo del 2009 (1:25:36) da: guido Valuta questo articolo
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