| Berlusconi punta al nucleare |
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Il governo italiano sta procedendo speditamente, pensando ai risultati ed evitando i riflettori (chissà perché?) verso l'obiettivo di avviare entro il 2013 un gruppo di centrali nucleari al fine di ridurre la dipendenza da petrolio e gas, oggi all'85 per cento, al 50 per cento (quando le centrali saranno operative, forse nel 2023), e aumentare il contributo delle energie rinnovabili che dovranno salire dall'attuale 15 per cento al 25 per cento, uguagliando il nucleare. Secondo il Ministro dello Sviluppo Economico, il nucleare e' un punto fermo del Governo attuale, tanto è vero che le norme sono gia' contenute in un disegno di legge di cui si attende 'approvazione per marzo.
Al ministero si starebbe gia' lavorando ai decreti delegati previsti dal Ddl Sviluppo sulla scelta dei siti per le future centrali, sui benefici economici per le popolazioni e sull'istituzione dell'Agenzia di sicurezza nucleare. Contemporaneamente una commissione di esperti starebbe approfondendo
tutti i temi economici, tecnici e ambientali legati al nucleare.
Il Ministro ribadisce anche l'interesse del mondo imprenditoriale per il rilancio del nucleare ( ma c’era bisogno di dirlo?).
Il mix previsto è 50-25-25, e si otterrà un prezzo dell'energia elettrica inferiore del 30 per cento all’attuale e allineato a quello degli altri grandi paesi europei.
Quindi i Comuni che non vogliono una centrale nucleare in casa farebbero bene a preoccuparsi; anche se con l’attuale governo, insensibile alle proteste che non vanno in televisione, qualunque resistenza sarà vana.
Postato il Sabato, 7 di Marzo del 2009 (9:54:58) da: eudosso Valuta questo articolo
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