| La fredda realtà dei biocombustibili |
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L’olio vegetale (si chiama biodiesel, che suona meglio) brucia meglio, non contiene zolfo e produce il 35% di polveri sottili (ma le produce comunque). Invece l’etanolo (meno energetico della benzina per litro) ha un rendimento del 30% inferiore a quello della benzina, e produce grosso modo gli stessi inquinanti. La realtà è che i biocarburanti sono ancora prodotti usando carburanti fossili (bel trucchetto, vero?), e per produrre un litro di biocarburante, secondo una ricerca pubblicata nel 2006 da David Pimentel (Cornell University) e Tad W. Patzek (University of California), si consuma più energia di quella che si otterrà bruciando nel motore il carburante "verde".
L'efficienza di un carburante si misura con l'EROI (Energy Return on Investment, o EROEI, Energy Returned on Energy Invested) cioè l'indice di quanta energia di consuma per ottenere un litro di quel carburante. Se l'EROI di un certo carburante è pari a 1, significa che per ottenerne un litro se ne consuma... un litro! Se è superiore a 1, poniamo 2, significa che per avere il nostro litro di biodiesel dovremmo bruciare mezzo litro di combustibile, e i conti cominciano a tornare.
L'EROI del petrolio oggi varia tra 10 e 100, cioè per ogni litro di petrolio bruciato per produrre quanto serve per le trivellazioni (acciao compreso) , petroliere, raffinerie eccetera produce altri 10 (nel caso peggiore) o 100 (in quello migliore) litri di petrolio; la differenza si spiega considerando che un conto è trivellare nel deserto petrolio di alta qualità e un altro è estrarlo da una piattaforma petrolifera in alto mare o dalle rocce bitumose, che vanno poi trattate (con grande dispendio di energia) prima di poter essere inviate alla raffineria.
L'EROI dei biocarburanti attuali è sconfortante: per l'etanolo si raggiunge a stento 1 (un litro bruciato per ogni litro ottenuto), ma in molti ritengono che in realtà la stima sia ottimistica e il valore reale sia addirittura inferiore a 1, cioè si brucia più carburante di quello che si può produrre con le tecniche industriali attuali.
Il Brasile, maggiore produttore al mondo di bioetanolo, rivendica un EROI pari a 8 (cioè molto buono) per il carburante che ricava dalla canna da zucchero. Ma è un dato che non è supportato da ricerche internazionali, anche se è certo che la canna da zucchero è molto efficiente per la produzione di biocarburanti.
Col biodiesel si parla di 3: cioè per ogni litro di biodiesel, seminando un campo dopo un anno si avranno circa 3 litri di nuovo biodiesel. Un piccolo guadagno, ma sempre meglio che niente.
In sostanza, l’etanolo come biocarburante è una sceneggiata, mentre gli olii vegetali possono convenire, ma hanno una efficienza produttiva da un terzo a un cinquantesimo dei combustibili fossili. Con quel che segue in termini di prezzo.
Per capirlo meglio, andate al supermercato. Un litro d’olio di palma per friggere può costare mezzo euro (e viene prodotto da trattori che bruciano combustibili fossili). Dando per scontato che il produttore non sia autolesionista, cerca di farlo costare il meno possibile; quindi, esclusi gli olii vegetali velenosi, avete già a disposizione qualcosa di vegetale da bruciare a buon prezzo.
Il guaio è che costa il triplo del gasolio (se togliamo le accise), e sicuramente se la domanda aumentasse costerebbe molto di più. E poi è comunque d’importazione.
Alla fin fine l’unico vero biocombustibile di cui possa disporre l’Italia è la biomassa (legna, paglia, escrementi seccati, ecc.). Se avessimo governi lunigimiranti, dovremmo solo cercare di ridurre drasticamente i consumi; ma poiché dobbiamo competere con Paesi che non lo sono, l’unica alternativa saggia è ridurre gli sprechi, cioè i trasporti privati, le luci superflue, eccetera.
Ma affinchè questo sia socialmente accettabile, è necessario che le economie non siano limitate alle classi povere e agli sfruttati, ma equamente distribuite: non sono accettabili ville riscaldate quando i poveri stanno al freddo. Postato il Domenica, 25 di Gennaio del 2009 (1:30:25) da: eudosso Valuta questo articolo
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