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Cronaca: Riscaldarsi d'inverno, una necessità con pesanti conseguenze



Centinaia di persone  sono morte negli ultimi giorni in India a causa dell'ondata di freddo che si è abbattuta nella regione. E’ certo che nello stato settentrionale dell'Uttar Pradesh 24 persone sono morte  a causa del gelo nelle aree rurali, come riferito dai funzionari di Lucknow, capitale dello stato, mentre le autorità dell'adiacente stato di Bihar hanno detto di aver ricevuto notizia di 31 decessi negli ultimi quattro giorni.
Secondo quanto ha riferito la polizia, un gruppo di insegnanti ha utilizzato, per accendere un falò, i libri destinati ai bambini poveri dello stato di Gaya. "(Gli insegnanti) hanno bruciato circa 500 libri impacchettati in due sacchi per mantenersi al caldo", ha detto Hansnath Singh, un alto funzionario di polizia.
Quando si discute di emissioni di gas serra, è necessario non dimenticare anche  questi fatti; oggi in Italia i morti di freddo sono o senzatetto (che non hanno voce sui media) o poveri vecchi soli (che ne hanno ancora meno, perché ufficialmente non muiono di freddo, ma di altre malattie come ad esempio polmonite, ma nessuno va a verificare come e se il “povero vecchietto” aveva la casa riscaldata).
In ampia parte del mondo invece il riscaldamento è ancora come era in Italia 50 anni fa: poco e costoso, un lusso. E tutte queste persone hanno lo stesso diritto di riscaldarsi che abbiamo noi; e quindi di emettere gas serra come facciamo noi.
E l’emissione di gas serra per il riscaldamento delle abitazioni (sprechi a parte, ma anche le case ben isolate costano, e  anche in Italia solo una minoranza  si può permettere l’investimento) non può essere tacciato di consumo di lusso.
Questi fatti tagliano alla base anche un’altra illusione mediatica: che con i metodi attuali tutta l’energia si possa ricavare in modo non inquinante. Se fosse possibile i poveri indiani si sarebbero scaldati con la legna, ma evidentemente la legna era scarsa o costava troppo, esattamente come in Italia cinquanta anni fa.
E certamente in India, come in tante altre parti del mondo (quasi tutte, a dir la verità) non esistono sistemi di riscaldamento ecologici, diffusi ed economici.
Questo ci tocca, come abitanti in Italia, due volte;  la prima per le ragioni di inquinamento, ecc. anche troppo discusse sui media, la seconda (stranamente scomparsa dai media) perché l’Italia è un Paese senza fonti energetiche, quindi importatore netto di combustibili.
Il fatto che l’Italia sia nell’area dell’euro non alleggerisce il problema; semplicemente lo nasconde. Anche se il prezzo dei carburanti in euro non cambia in Italia, il carico per l’economia italiana è percentualmente maggiore che per altre, e mancando il meccanismo automatico di bilanciamento dell’import-export della svalutazione della lira, questo si traduce in una perdita di competitività della nostra economia.
Se questo svantaggio non si recupera con adatte politiche, la nostra economia spontaneamente è destinata a perdere colpi sempre di più, con conseguente chiusura di imprese, aumento della disoccupazione, calo dei redditi e aumento dell’emigrazione (questo processo è già in atto, in realtà).
Una possibile strada per il recupero della competitività è quella del calo dei redditi da lavoro, che è stata posta tacitamente in atto dal 1992 in poi tramite una non appariscente sequenza di modifiche legislative e contrattuali che di fatto si sono tradotte in un fortissimo calo dei redditi disponibili reali. Il massimo  calo annuo è stato del 40% nel 2002 coincidente con l’introduzione dell’euro, seguito da un calo sempre superiore all’inflazione programmata, che si può stimare, punto più , punto meno, intorno al 10% annuo.
Chi crede che il calo dei redditi da lavoro non lo riguardi sbaglia, perché è il reddito medio da lavoro che fissa il livello medio di reddito “per tutti”. Professionisti dei settori protetti, commercianti e grossisti nei settori “forti”, che finora hanno potuto aumentare i prezzi senza che la domanda scendesse, già da questi mesi hanno visto che ora la clientela compra un 30-40% in meno, e hanno dovuto praticare forti sconti.
La nostra previsione è che da ora in poi i redditi delle categorie sopraindicate inizieranno a scendere in termini reali, poiché ormai i redditi da lavoro delle classi non protette sono arrivati alla soglia oltre la quale non è più possibile alcun risparmio, e quindi si è costretti a  ridurre necessariamente le spese in qualsiasi modo.
Sostanzialmente è quello che accade ancora nelle aree rurali dell’India, dove i redditi sono così bassi che non si può acquistare il combustibile e si muore di freddo; e che accadeva in Italia qualche decennio fa, facendo strage (mai misurata dalle statistiche) di vecchi tramite le malattie da raffreddamento.
Dobbiamo tornare con i piedi in Terra, e ricordarci che produrre gas serra è una soluzione “anche” al problema di come riscaldarsi. Senza che questo problema sia risolto in maniera efficace ed economica, gran parte dell’ambientalismo è ambientalismo-chic di chi è immune da gran parte delle conseguenze negative di ciò che predica.


Postato il Martedi, 6 di Gennaio del 2009 (0:54:01)
da: albertoperotti
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