| Computer e stress fisio-psichico |
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Il computer è una fabbrica di stress, si dice. Ma lo è veramente? O siamo anche noi a crearci lo stress?
Le risposte sono: dipende, dipende.
E allora?
Le attività svolte al computer possono essere o di inserimento dati, o “creative”. L’impegno richiesto agli inseritori di dati, che copiano testi o dati numerici da supporti cartacei , è ben diverso da quello dei programmatori che fissano continuamente i dati presentati sullo schermo, o da quello dei redattori che usano alternativamente programmi di videoscrittura e il web, o da quello dei progettisti che utilizzano software specifici per la progettazione.
Si possono distinguere attività che si caratterizzano prevalentemente con la digitazione e attività che si caratterizzano prevalentemente con l’interazione dialogo.
Va considerata attività di digitazione quella che richiede al soggetto la copiatura acritica di testi e numeri per varie ore al giorno: essa esige una concentrazione continua e stressa la colonna vertebrale, i muscoli del collo, le scapole, le braccia, le mani e i vari apparati muscolo-tendinei e nervosi ad essi connessi.
L’inseritore deve mettere a fuoco e leggere rapidamente i dati da copiare, mentre allo schermo dedica solo sporadiche occhiate di controllo; l’impegno visivo aumenta se la lettura dei dati è resa più faticosa per l’errato posizionamento dei fogli da copiare rispetto alla tastiera e al monitor, oppure per la ridotta dimensione dei caratteri da copiare. Qui lo stress è massimo, e i danni muscolari, scheletrici e psichici possono essere notevoli, in stretta relazione con l’intensità dellos fruttamento della risorsa umana conessa al PC.
Vanno invece considerate attività di interazione “creative” quelle che richiedono l’inserimento di dati e comandi, anche mediante l’elaborazione e il controllo di dati già presenti nella memoria del computer. Qui il carico per l'apparato muscolare resta elevato, nell’attività di inserimemnto l’impegno visivo e quello cognitivo procedono generalmente a un ritmo meno frenetico e sono costellati da pause (attesa dell'output, consultazione di documenti originari, colloqui telefonici, stampa, archiviazione, riflessione…) che diminuiscono la sollecitazione operativa e la rendono meno pressante. Qui i danni sono autoprodotti (spesso) dalla persona che, pur potendo, non attua le buone norme di comportamento.
Se poi la persona mentre lavora sta riflettendo intensamente, il carico fisico e psichico è ancora minore; ma paradossalmente è la concentrazione che favorisce posture e comportamenti scorretti come 12 ore davanti allo schermo, con poche pause, che si avrebbero comunque anche senza PC.
Postato il Martedi, 30 di Dicembre del 2008 (17:58:27) da: AlbertoPerotti Valuta questo articolo
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