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Ambiente: CULTURA: PD-GRUPPO LISBONA, SI' A MARCHIO EUROPEO PER LUOGHI INTERESSE
webmaster Scrive: (ASCA) - Roma, 23 apr - Il Gruppo di lavoro ''Lisbona'',riunito questa mattina nella sede del gruppo Pd al Senato, dopo aver ascoltato una relazione dell'Europarlamentare Silvia Costa, ha dato pieno appoggio alla decisione del Parlamento europeo e del Consiglio europeo di meglio definire e promuovere il ''marchio del patrimonio europeo'' e ha dato indicazione ai rappresentanti nelle Commissioni Cultura di sollecitare le presidenze a porre il provvedimento all'ordine del giorno.
Il marchio europeo e' nato nel 2006 come simbolo di riconoscimento ai siti al quale l'Unione attribuisce particolare valore storico e culturale per l'identita' comune dei popoli della Comunita'.
La risoluzione prevede una valorizzazione di questa rete di luoghi, attualmente sono 67, che racchiudono la memoria storica dell'Unione dal punto di vista culturale, didattico e turistico. Ciascun paese membro potra' proporre due nuovi siti ogni anno, che verranno sottoposti a una commissione indipendente di esperti che dovranno assegnare i ''label''.
Alla riunione del Gruppo interparlamentare, presieduto da Gianni Pittella, hanno partecipato i parlamentari Francesca Marinaro, Roberto di Giovanpaolo e Vincenzo Vita.
Il Gruppo di lavoro ha inoltre esaminato la lista dei provvedimenti europei annunciati ai parlamenti europeo e nazionale, segnalandoli ai gruppi delle Commissioni competenti e convocando momenti successivi di approfondimento sui temi ritenuti strategici e di maggior interesse politico generale. |
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Inviato il Domenica, 2 di Maggio del 2010 (23:38:19) (285 letture)
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Ambiente: AMBIENTE: NATURE, OBIETTIVI COPENAGHEN SONO IRRAGGIUNGIBILI
webmaster Scrive: (ANSA) - ROMA, 21 APR - L'obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 2 gradi centigradi, previsto dell'accordo di Copenaghen, non potra' e raggiunto con le sole restrizioni alle emissioni decise dalla conferenza. Lo afferma un editoriale pubblicato dalla rivista Nature.
''E' divertente vedere quanto poco ambiziosi sono gli obiettivi che si sono posti i politici alla conferenza - scrivono Joeri Rogelj e Malte Meinshausen del Potsdam Institute for Climate Impact Research - se si guardano alle ambizioni di riduzione Stato per Stato si vede che i gas serra aumenteranno tra il 10 e il 20% nei prossimi anni, e questo porta a un 50% di probabilita' che la temperatura entro fine secolo aumenti di piu' di 3 gradi''.
Secondo i calcoli dei ricercatori le emissioni globali cresceranno tra i 47.9 e i 53.6 miliardi di tonnellate entro il 2020, un valore molto superiore ai 40-44 necessari per raggiungere gli obiettivi. Analizzando le intenzioni espresse da ogni stato durante il summit danese, i ricercatori hanno trovato che solo Giappone e Norvegia sono in linea con l'obiettivo del 2%. Gli Usa, ad esempio, hanno un obiettivo del 17% entro il 2020, mentre sarebbe necessario almeno il 25%. Anche l'Ue viene 'bacchettata' dall'articolo, visto che ha offerto una riduzione tra il 20 e il 30%, ma, fanno notare gli esperti, ''Una riduzione del 20% sarebbe un risultato inferiore a quello ottenuto negli ultimi 30 anni''. |
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Inviato il Venerdi, 23 di Aprile del 2010 (10:57:30) (295 letture)
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Ambiente: Emergenza territorio - frane e dissesti minacciano la sicurezza dell'ambiente
webmaster Scrive: "Se non si mette mano alla salvaguardia del territorio con risorse adeguate - ha affermato il Presidente della regione Calabria - non si conteranno più le calamità a cui si dovrà fare fronte".
In questa frase del politico calabrese si può racchiudere tutto il problema che sta coinvolgendo il sud Italia, in particolare Calabria e Sicilia.
La salvaguardia dei territori, la conoscenza storica dei mutamenti geologici, delle frane, delle alluvioni, dei micro-macro sismi già avvenuti deve essere messo al primo posto quando si effettuano i piani urbanistici nuovi e riconsiderati, con studi scientifici, quelli in atto: non bisogna avere paura di effettuare operazioni di sgombero o di ridisegno di interi quartieri mal costruiti e che certamente nel corso del tempo porteranno a problemi gravi coinvolgenti l'intero vivere di comunità.
Nel Messinese la storia non ha insegnato nulla, come a San Fratello, dove tutti hanno dimenticato che nel 1924 c´è stata una frana che ha sfiorato la parte ovest del paese e adesso su quella terra instabile c’è, ben piantato, un intero quartiere. A Nicosia hanno costruito un´intera strada, via Marcello Capra, sopra una frana del 1700. Risultato? Tutte le case che si affacciano in quest´area sono pericolanti, perché il terreno continua a muoversi. Non va meglio nella zona di Trapani: San Vito Lo Capo è costantemente a rischio perché la montagna che la sovrasta si sta sfaldando e mensilmente si registrano crolli di frammenti anche consistenti, di roccia.
Sempre nel Palermitano, a Carini attualmente una frana di scivolamento interessa la periferia occidentale in contrada Fiume di Falco, mentre a Cinisi cede monte Pecoraro. «La verità è che in tutta la Sicilia ci sono delle potenziali Giampilieri, quello che occorre è un monitoraggio costante legato a uno studio approfondito della storia del territorio», questo è tra l'altro ben evidenziato anche dal Servizio idrogeologico nazionale della Protezione Civile.
Basterebbe occuparsi di queste catastrofi naturali piuttosto che del Ponte sullo Stretto, spendere i soldi destinati a un'opera che al territorio (con gravi fragilità!) non serve per mettere in sicurezza interi paesi minacciati da frane e smottamenti. In quest’ottica, anche la decisione della giunta regionale calabrese di uscire dalla società Ponte sullo Stretto avviando le procedure di vendita delle azioni in possesso dalla Regione stessa è da salutare come un segnale di coinvolgimento maggiore sulle attenzioni che bisogna avere per i territori'.
Ma non basta, noi di ambientevivo siamo da sempre impegnati in campagne di sensibilizzazione verso la cura del territorio, l’attenzione e la consapevolezza di un uso dell’ambiente che abbia come prima e assoluta priorità la sicurezza e la salvaguardia dell’uomo. La nuova sfida a cui dobbiamo tutti, politici, governanti, amministratori, associazioni e semplici cittadini fare fronte è il legame inscindibile che da sempre lega l’uomo all’ambiente. Salvaguardare l’ambiente corrisponde a salvaguardare l’uomo. Oggi più che in altre epoche è a rischio l’ambiente e con lui, “pericolosamente” anche l’uomo.
Emilio Ardovino
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Inviato il Lunedi, 8 di Marzo del 2010 (17:14:32) (268 letture)
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