Ricostruire si puņ
Data: Mercoledi, 13 di Gennaio del 2010 (16:31:12)
Argomento: Articoli


A Roma l’11 Gennaio 2009 presso la galleria La Pigna si è svolto un convegno tanto atteso quanto necessario sulla ricostruzione in Abruzzo alla luce delle operazioni di aiuto e sostegno che sono state effettivamente eseguite e delle necessità impellenti ancora purtroppo inevase.


Molti gli interventi e molto motivati e importanti le presenze; il prof Ettore Cardarelli dell’Istituto di Geofisica de La Sapienza d Roma partendo dagli effetti devastanti del sisma del 13 gennaio 1915 della Marsica che causò migliaia di morti e cambiò il volto socio-economico della regione, ha analizzato la situazione geologica dell’Abruzzo fino alle condizioni attuali che hanno causato il drammatico evento del 6 Aprile 2009.
Dall’indagine scientifica alla testimonianza del prof. Emilio Ardovino docente di Logistica degli interventi umanitari e dell’emergenza a Pisa che ha evidenziato la competenza tecnica della Protezione Civile sia nelle forze militari che in quelle dei volontari civili, la tempestività degli interventi in condizioni climatiche e stradali proibitive, la forza di volontà e il coraggio di tutti anche nelle difficoltà di ordine strettamente pratico che hanno permesso l’ottimizzazione sia dei materiali a disposizione che delle risorse umane. E’ stato anche ribadito l’impegno della popolazione locale rimasta illesa che spesso spontaneamente ha dato contributi importanti in termini di disponibilità di tempo e impegno personale.
Importante la  testimonianza di alcuni dello stato emotivo attuale della popolazione dell’Aquila che, seppure ancora ferita e spaventata, vuole al più presto vivere di nuovo la città in case più sicure e in un territorio più controllato geologicamente. Il sen Narducci per gli Italiani all’estero ha evidenziato quindi la necessità di maggiori controlli in un paese così spesso devastato da calamità naturali sottolineando che tra i paesi occidentali l’Italia da questo punto di vista è molto più indietro pur essendo molto più alti i rischi. Ha concluso i lavori il presidente di Ambientevivo Marino Fiasella che ha ricordato la catena di solidarietà che è scattata nelle ore successive il sisma, solidarietà e buona volontà di un popolo ,quello italiano, che dovrebbero essere convogliate verso opere e azioni più mirate e scopi precisi, con maggiori competenze tecniche da parte dei responsabili e delle autorità, della mancanza delle quali molti presenti si sono rammaricati.
Il convegno si è svolto nella cornice artistica della mostra fotografica allestita nella galleria di Alessandro Zardetto che ha svolto un reportage nelle zone terremotate devolvendo i guadagni delle vendite a beneficio di un’associazione onlus per i malati oncologici dell’area colpita dal sisma.
Un confronto questo dell’11 gennaio che oltre a fare il punto della situazione che ancora appare nebulosa e ben lontana dal risolversi sia nella realizzazione di nuove infrastrutture che nella ricostruzione dei centri abitati spezza quel silenzio imposto dai media che toglie voce alle migliaia di aquilani che ancora vivono fuori della loro città e che ancora non sanno se e quando e soprattutto dove avranno mai un alloggio dopo aver perso tutto ciò che avevano.
Grazie a Dialoghi e Ambientevivo nell’impegno di Gianni Lattanzio che hanno contribuito a mantenere alto il livello di attenzione su un problema ancora effettivamente aperto.


Agnese Martini




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