Berlusconi punta al nucleare
Data: Sabato, 7 di Marzo del 2009 (9:54:58)
Argomento: Energia


Il governo italiano sta  procedendo speditamente, pensando ai risultati ed evitando i riflettori (chissà perché?) verso l'obiettivo di avviare entro il 2013  un gruppo di centrali nucleari al fine di ridurre la dipendenza da petrolio e gas, oggi all'85 per cento, al  50 per cento (quando le centrali saranno operative, forse nel 2023), e aumentare il contributo delle energie rinnovabili che dovranno salire dall'attuale 15 per cento al 25 per cento, uguagliando il nucleare.


Secondo il Ministro dello Sviluppo Economico, il nucleare e' un punto fermo del Governo attuale,  tanto è vero che le norme  sono gia' contenute in un  disegno di legge di cui si attende 'approvazione per  marzo.
Al ministero si starebbe gia' lavorando ai decreti delegati previsti dal Ddl Sviluppo sulla scelta dei siti per le future centrali, sui benefici economici per le popolazioni e sull'istituzione dell'Agenzia di sicurezza nucleare. Contemporaneamente  una commissione di esperti starebbe approfondendo
tutti i temi economici, tecnici e ambientali legati al nucleare.
Il Ministro  ribadisce anche l'interesse del mondo imprenditoriale per il rilancio del nucleare ( ma c’era bisogno di dirlo?).
Il mix previsto è  50-25-25, e si otterrà  un prezzo dell'energia elettrica inferiore del 30 per cento all’attuale e allineato a quello degli altri grandi paesi europei.
Quindi i Comuni che non vogliono una centrale nucleare in casa farebbero bene a preoccuparsi; anche se con l’attuale governo, insensibile alle proteste che non vanno in televisione, qualunque resistenza sarà vana.
 






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