di Alberto Perotti
Noi siamo stati selezionatui per operare al meglio in un ambiente "umano" con una luce solare forte, per vedere muovendoci e muovendo occhi e testa, guardando in continuazione oggetti a distanze diverse. Questo tipo di impegno visivo è completamente diverso dallo stare ore e ore a guardare una lampadina accesa a 30-50 cm dal viso,che costituisce per l'occhio un ambiente "non umano" e quindi molto impegnativo e faticoso.
L’impegno visivo richiesto dall’uso del computer cresce all’aumentare del tempo di applicazione e si incrementa ulteriormente al ridursi della distanza tra occhi e schermo. Per lavorare efficacemente al computer il soggetto deve possedere un’adeguata acutezza visiva, essere in grado di regolare opportunamente la messa a fuoco per la distanza prossimale ed essere abile a spostare in modo rapido e preciso i suoi occhi da un punto all’altro dello schermo.
Le difficoltà visive conseguenti all’uso del computer possono essere accentuate in presenza di deficit visivi non corretti (astigmatismo, differente compensazione ottica tra l’occhio destro e l’occhio sinistro, assenza o limitata capacità di messa a fuoco per la distanza prossimale, eccessiva o insufficiente convergenza degli assi visivi) oppure di condizioni irritative oculari che si possono esprimere attraverso bruciore, arrossamento, lacrimazione, sensazione di sabbia negli occhi, ammiccamenti frequenti, secchezza oculare, visione sfuocata, visione tremolante, mal di testa. Alcuni tra questi disturbi insorgono in condizioni di elevato impegno visivo ed evidenziano il tentativo del sistema visivo di mantenere un funzionamento adeguato nonostante la richiesta sia eccedente nei confronti delle proprie capacità. In questi casi è opportuno consultare lo specialista della visione che, valutando l’integrità e l’efficienza del sistema visivo (e, quando necessario, consigliando specifiche lenti per occhiali da usare durante lo studio o il lavoro) può migliorare l’efficienza visiva e minimizzare i disturbi provocati dalle elevate richieste visive indotte dal computer.
Come ridurre al minimo i danni (o azzerarli del tutto)?
1. Per quanto riguarda i disturbi muscolari o scheletrici, la soluzione è muoversi il più possibile, cambiando il più spesso possibile posizione, alzandosi, ecc.
2. Per i disturbi visivi, oltre gli accorgimenti consigliati da tutti i manuali ( che sono poco onerosi, anche se ugualmente disattesi) ve ne sono alcuni più efficaci, ma costosi.
3. Uno schermo più grande è migliore, a condizione che la definizione (dot pitch) resti invariata; scegliete sempre schermi con il dot pitch più piccolo possibile.
4. La frequenza di quadro sul monitor deve essere la più alta possibile.
5. Non lavorate con lampade fluorescenti: la loro luce varia 50 volte al secondo, e l’interferenza con la frequenza di quadro del PC può a volte produrre un affaticamento spettacolare della vista. Anche in questo caso , la scelta migliore è alzare il più possibile la frequenza di quadro dello schermo.
6. Lavorate con una illuminazione del locale più forte possibile, la vostra pupilal si contrarrà aumentando la profondità di messa a fuoco, il che permette a volte di evitare i famigerati occhiali “da riposo”.
7. Non abbiate luce diretta (vi abbaglierà), ma soltanto luce diffusa: se ad esempio usate lampade alogene, l’illuminazione dovrà essere sempre diffusa “tutta” da una parete.
8. Se un solo monitor non riesce a contenere tutti i dati che vi servono per lavorare, è conveniente dotare il PC di una scheda apposita che vi permetta di usare contemporaneamente due schermi.
9. Controllate la taratura di colore degli schermi (qui ci vuole un esperto): scoprirete con stupore che due schermi diversi, col tempo, offrono immagini con colori molto diversi tra loro.